giovedì 12 aprile 2012

Dritto, rovescio, dritto, rovescio

A proposito di De Lorenzo, segnalo questa sentenza.
Chissà se gli pignoreranno il quinto del vitalizio. 

mercoledì 11 aprile 2012

I funerali di cui ho memoria, sino all'età della ragione, erano quelli a cui andavo con mio padre: rigosamente laici, banda, fazzoletti dell' ANPI e, a volte, bandiere rosse.
Poi, fortunatamente, non ho avuto occasione d'andarci.
Più recentemente mi è capitato qualche funerale religioso e, alla peggio, mi sono appostata nei banchi più vicini al portone d'ingresso della chiesa, più fuori che dentro, e solo quando conoscevo la religiosità del defunto. Diversamente ho aspettato fuori.
Non ho potuto esimermi dal funerale in chiesa di mia madre, visto che mio fratello aveva deciso così. Contento lui. Non sono convinta che fosse contenta lei. Anzi, se solo avesse lasciato indicazioni, sarebbero state per un funerale laico. Ma tant'è.
A questo ho pensato leggendo delle esequie laiche della Munnucci e della Mafai: donne coerenti e, soprattutto, previdenti.

domenica 8 aprile 2012

Sorpresa

Promemoria per il ministro Severino:

"Rimborso": correntemente, i rimborsi si fanno a fronte di pezze giustificative ed ex-post.
Da notizie di stampa apprendo che le spese sostenute dai partiti sono un quinto di quanto è stato loro trasferito.
Ne discende che, per ora, il contenuto di un veloce veloce decretino potrebbe essere: bon, per le prossime cinque elezioni siamo pari e patta, poi si vede.
Capirà che avremo tutto il tempo per rivedere forme di rendicontazione, principi di quantificazione e autorità di controllo.
Facile, no?

venerdì 6 aprile 2012

Clan

Contrariamente a quanti pensano che la Lega sia finita con le dimissioni di Bossi, io penso che i suoi elettori continueranno a votarla. Perderà poco in percentuale.
Il convincimento mi deriva dal fatto che:
  • nel 1994 Bossi ammette la tangente Enimont
  • nello stesso anno se ne va Miglio e il chiacchiericcio sulla gestione allegra di Bossi aveva raggiunto persino le mie orecchie sideralmente distanti dal partito.
Eppure hanno continuato a votare Lega.
E continueranno, a dispetto del medesimo paradigma che vedono dispiegarsi nelle amministrazioni locali, anche quelle vicine, vicinissime.

Forse che culturalmente assomiglino troppo alla loro ossessione?

giovedì 5 aprile 2012

Madame Defarge

Sono convinta che il tempo sia galantuomo e che basti avere pazienza affinché certi personaggi si rivelino per quel che sono, poco o tanto che siano.
C'è un pensiero però che offende il mio infantile senso di giustizia: abbiamo pagato, paghiamo e pagheremo il vitalizio, per esempio, a Cossiga, De Lorenzo, Andreotti, Cosentino, Bossi -padre e figlio-, Verdini, Stracquadanio, Calearo, Binetti e Minetti, Calderoli, Mele, Cicchitto, Formigoni, Borghezio...

martedì 3 aprile 2012

lunedì 2 aprile 2012

Mi mancano i fondamentali per capire di economia e di finanza, tuttavia, con i miei pochi mezzi, quel che segue è un argomento che dà una forma a un'intuizione di un po' di tempo fa:

...

Perciò lei dice che ci vorrebbe una riforma monetaria?
Sì, proprio per questo. La finanza ha preso potere quando, nel 1971, il presidente americano Nixon abbandonò la convertibilità del dollaro con l’oro e soppresse il regime dei cambi fissi tra le monete più importanti: fu la rottura degli accordi di Bretton Woods. Il risultato è che oggi la politica è comandata dalla finanza. Prendiamo un esempio: ci sono parecchi governi che si sono dimessi perché il tasso di interesse sui titoli di stato si era alzato ad un livello considerato eccessivo dal mondo finanziario. È successo in Portogallo, in Grecia, in Italia e in Spagna. Tutto ciò accade perché gli Stati sono considerati come delle imprese che devono finanziarsi sul mercato e dal mercato possono essere essere sanzionati. A me sembra indispensabile cambiare le regole del gioco. Bisogna rimettere al centro l’idea di Keynes del bancor, una moneta internazionale basata su un paniere di monete nazionali, il che limiterebbe i rischi di deprezzamento drastico e ridurrebbe contemporaneamente la dipendenza cinese dagli Usa. Ma gli Stati Uniti non hanno mai accettato quest’idea perché per loro una moneta internazionale esiste già ed è il dollaro.

Lei sostiene la necessità di rivoluzionare il mondo finanziario. Ma come si fa oggi a vincere un’elezione senza l’appoggio della finanza?

E’ difficile, ma non ci sono molte possibilità. O il mondo politico prende coscienza della situazione e si accorda per una nuova Bretton Woods, cioè una riforma monetaria mondiale che permetta di riprendere il controllo della finanza, oppure siamo destinati alla catastrofe
.


Il resto dell'intervista a François Morin qui