lunedì 4 febbraio 2013

A.

L'avevo conosciuta molti anni fa, quando lavoravo nell'ospedale psichiatrico, poi l'avevo ritrovata con lo stesso sorriso candido e contagioso nella casa di riposo. E con la stessa voglia di inforcare qualsiasi porta aperta, e giustamente dopo trent'anni di porte chiuse. Era una solida contadina bresciana e quando voleva partire diceva che aveva da dare da mangiare ai maiali. Prendeva una federa o un foulard o un fazzoletto, faceva il suo fagotto e andava. Mi è capitato di doverla convincere a scendere da un cancello su cui si era arrampicata. Lei sempre sorridente.
Negli ultimi nove anni il figlio, l'ultimo sopravvissuto di tre, è venuto a trovarla una volta, una vigilia di natale, ubriaco fradicio.
Non è stato facile rintracciarlo sabato per dirgli che era morta sua madre e la sua prima preoccupazione è stata che non aveva i soldi per il funerale: che non lo scocciassi troppo.
Ah, bon, allora s'è beccato un piccolo accenno al fatto che sua madre aveva sostanze sue per pagarsi il funerale ma non l'informazione che sul libretto ha più di centomila euro, quindici anni di pensione accantonata. Lo scoprirà quando, nei prossimi giorni, gli consegnerò il libretto, ma solo dopo aver prodotto una montagna di carte.
I fiori li ho pagati io.

domenica 3 febbraio 2013

sabato 26 gennaio 2013

Piano B

Quando il bellissimo torna a casa per me è grande festa, per cui è da questa mattina che traffico.
Con la grazia e la leggerezza dei suoi vent'anni, mi ha comunicato alle cinque che no, non sarebbe arrivato nel pomeriggio, ma domani. Domani a pranzo.
Evvabè, c'è una luna bellissima e tante cose interessanti da leggere.

domenica 20 gennaio 2013

Q.E.D.

Un migliaio di persone perde la vita, ogni anno, mentre sta lavorando, a riprova della scarsa cultura e degli scarsi investimenti sulla sicurezza.
La prova del nove sta nel fatto che una persona mediamente informata come me è in grado di comprendere e collocare correttamente in un pensiero organizzato parole come "pericolo" "rischio" "valutazione" "prevenzione" "probabilità" e di declinarli anche quando riguardano grandi pericoli come i terremoti.
Non era un attacco alla Scienza la sentenza della Magistratura che aveva condannato la Commissione Grandi Rischi de L'Aquila, infatti le motivazioni dicono: "ma per aver fatto una inefficace, superficiale, negligente analisi del rischio sismico".
Peccato che il burattinaio non verrà mai chiamato a risponderne.

martedì 15 gennaio 2013

O adesso o mai più

Quando sono molto sotto stress mi capita di prendere degli svarioni: non registro l'azione, l'appuntamento o la mail letta. Diciamo che mi capita una volta ogni due o tre anni. Sono rimasta un po' perplessa ieri quando mi hanno annunciato una persona con cui avevo appuntamento, a suo dire: controllo l'agenda, nulla, scavo nella memoria, il vuoto, non sono neppure in overload.
Non faccio a tempo a dirmi "bah!" che un donnone di un metro e ottanta per novanta chili si staglia sulla porta.
- "Ma avevamo un appuntamento?"
- "No, è che mi hanno detto di parlare con lei"
Ovviamente la signora non sa che il sorriso di sollievo è rivolto a me e parte nel racconto a tappo di champagne.
Vorrei dire, un attimo, c'è qualcosa che non torna, il mio naso mi dice che sento il profumo che porto da sempre - ma ieri no perché mi piace cambiare - mischiato a pelle unta e sporca, a degrado, a baratro.
Ha il respiro corto e un bellissimo anello antico. La interrompo con un "Respiri e ricominciamo daccapo". 
Sorride e lentamente parte la storia della mamma psicotica, accumulatrice seriale, che vive sola e inavvicinabile nella grande villa di diciotto stanze stracolme di spazzatura. Dice che a duecento ha smesso di contare le carcasse di pollo e che con le lattine di fagioli ha riempito dieci sacchi della spazzatura e che la mamma ha i capelli rasta e le unghie lunghe e curve e che deve approfittare del dolore fisico della madre per avvicinarla. "Sa, ha ottantacinque anni ma è forte, pensi che sino a pochi giorni fa usciva in barca a remi tutte le notti, dalle undici alle tre, a raccogliere legna galleggiante."
"Capisco"
"No, lei non può capire"
"Capisco e ci proviamo"
 

sabato 12 gennaio 2013

O no?

Seguendo la logica di Don Mazzi: “La Corte Suprema va contro natura perché è la natura stessa che richiede che un bambino viva con un padre e una madre“, anche la Chiesa Cattolica andava contro natura quando prevedeva che i futuri preti entrassero in seminario a undici anni.

domenica 6 gennaio 2013

Sì, dai, voglio cominciare l'anno con un post propositivo: il prossimo premio Nobel per la pace ai Greci per non aver tagliato la gola a questi manigoldi.