Formigoni: "La Giunta della Lombardia è azzerata, ora provvederò al rimpasto, sempre con uomini Pdl e Lega".
Alfano: "Non si può mandare a casa una giunta che ha governato bene. Abbiamo fiducia in Formigoni, la sua è una scelta di rottura rispetto ai casi gravi accaduti, ma anche di continuità con il buon governo”.
Maroni: "Non ho mai chiesto il voto ad aprile. Se Formigoni si fosse dimesso, si sarebbe votato entro 90 giorni e non in aprile”.
Alle donne di età e di esperienza come me basta guardare un uomo per farsene un'idea, per sapere se è un pirla o no. Per sapere se votarlo alle primarie, per esempio, o no. Se affidargli una grande azienda, o no. Ecco, ora mi trovo a dover fare una graduatoria fra chi è più pirla. Sopravviverò, certo, ma che noia.
La grande "dolore cosmico", donna cupa e sagace, per definire la mia propensione naturale ad essere di buon umore mi diceva quasi ogni mattina: "Lei si è svegliata con le margherite nelle orecchie". Anche stamattina avevo le margherite al loro posto. Poi, nel pomeriggio, il lavoro mi ha costretto a recepire l'ennesimo sistema di rendicontazione economica che la Regione richiede agli organismi accreditati. Mentre le slides scorrevano, non potevo far a meno di pensare a Daccò, all'"eccellenza" del sistema sanitario lombardo. L'umore però è virato, e ancora non sono riuscita a raddrizzarlo, quando mi è sembrato di vedere la foto di Formigoni che si tuffava dallo yacht di Daccò in dissolvenza tra una slide e l'altra.